Mille frammenti di luna
riflessi, come spine
sul mio cuore, affidate
al tuo respiro e sparse
come semi fertili
sulla terra, lacrime
che inondano il cielo e
cadono giù nel profondo,
partoriscono nel buio
amori eterni.
Sono nato il 29 settembre, giorno degli angeli più maestosi, arcangeli di Dio, come mio padre come mio nonno. Un intera famiglia, tre generazioni, tre come gli arcangeli. Ma solo l'ultimo è rimasto qui, in terra, ali prigioniere di legacci di carne, a zappare solchi di lacrime, con il cuore, scavo profondo, nel mare della mia vita.
Sono esile filo d'erba, su un ciglio di strada e protendo verso il cielo, aspetto l'acqua, la mia goccia d'acqua, e nell'attesa continuo a slanciarmi in alto, e spero, credo che tu cada a me, prima che io muoia per te, ma se tu tarderai, allora io sarò tagliato e gettato nel fuoco, e diverrò fumo e ti raggiungerò lassù, in alto nel cielo, e non avrò più bisogno ne di credere ne di sperare, perché saremo uno nell'eternità.
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